Emergenza Pensioni italiane - Saviozzi e Miceli

Emergenza Pensioni italiane

Emergenza Pensioni italiane

Le Pensioni italiane  che dovrebbero garantirci una vecchiaia serena dopo una vita lavorativa, oggi sono in grave pericolo.
Questo articolo è per tutti, risparmiatori e non, affinché si possa prendere coscienza di una situazione che attualmente volge al negativo.
Vogliamo inoltre dare il nostro contributo, dando un piccolo consiglio…

Le Pensioni italiane sono a rischio.
PENSIONE, una parola che per noi italiani ha sempre avuto un significato profondo.
Un sistema che DOVREBBE permettere a tutti noi, dopo una vita di lavoro e sacrifici, di trascorrere la seconda parte della nostra vita in serenità, senza l’assillo della povertà economica.
La PENSIONE oggi è vista quasi come una “situazione miraggio”, un traguardo forse irraggiungibile.
Ma ben lungi da noi il voler fare allarmismo o diffondere negatività.
Ci limitiamo a registrare e riportare la realtà.
Perché essere consapevoli della direzione in cui stiamo andando, ci offre l’opportunità di riflettere e prendere qualche misura protettiva nei confronti del nostro benessere e della nostra serenità futura.
Noi vogliamo darti un consiglio, ma prima bisogna capire lo scenario in cui ci troviamo.

Pensioni italiane: le origini

È il 1898 quando inizia la storia della previdenza italiana, con la fondazione della Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai.
Era un’assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo, anch’esso libero, degli imprenditori.
È il  1919 quando si istituisce l’obbligatorietà di un’assicurazione per l’invalidità e la vecchiaia, il primo passo verso un sistema volto alla protezione del lavoratore dagli eventi che possono intaccare il reddito individuale e familiare.
Nel 1939 vengono istituite le assicurazioni contro la disoccupazione, la tubercolosi e per gli assegni familiari. Vengono  introdotte inoltre le integrazioni salariali per i lavoratori sospesi o a orario ridotto.
Il limite di età per il conseguimento della pensione di vecchiaia è stabilito a 60 anni per gli uomini e a 55 per le donne.
Infine, viene istituita la pensione di reversibilità a favore dei superstiti dell’assicurato e del pensionato.

Pensioni italiane: le evoluzioni

Da quei tempi le pensioni italiane sono state oggetto di innumerevoli riforme, forse tante quante i governi che si sono succeduti.
La pensione, il tesoro di ogni individuo, che dovrebbe garantirci una vecchiaia serena, si allontana sempre più da quel diritto, finanziato nel corso della vita lavorativa da ognuno di noi.
Il sistema pensionistico oggi, come anche nel passato in realtà, è stato oggetto di merce di scambio elettorale.

Emergenza Pensioni italiane: la situazione attuale

Attualmente non si va più in pensione a 55 anni o 60 anni,  inoltre la vita media è aumentata.
I criteri sono sempre più penalizzanti per i lavoratori, che vedono spostarsi sempre più avanti la data prevista per godere della pensione.
A questo, si aggiunge la preoccupazione di avere sufficienti risorse da spendere per il futuro, visto che l’allungamento della vita sembra diventare un’altra variabile molto importante.
I diritti di avere un “welfare” simile al passato si stanno sfaldando a causa della demografia, ma non solo, che progressivamente sta incidendo sugli equilibri socio-economici, modificandoli radicalmente.
Cosa è la demografia?
Da Wikipedia:  “La demografia è la scienza che ha per oggetto lo studio delle popolazioni umane, che tratta del loro ammontare, della loro composizione, del loro sviluppo e dei loro caratteri generali, considerati principalmente da un punto di vista quantitativo. Dato il suo carattere quantitativo la demografia si basa su molteplici indici statistici”.
Per noi è importante ribadire il concetto che, pur non essendo esperti demografi, desideriamo fare informazione affinché ognuno possa prendere atto dell’emergenza pensioni e fare delle scelte.
Dunque: il contesto finanziario in cui ci troviamo è determinante.

  • 40 anni di rendimenti “facili” nel settore dei Titoli di Stato hanno allontanato i risparmiatori da altre forme di investimento, con la conseguenza che oggi i rendimenti negativi stanno distruggendo ricchezza.
  • E il settore immobiliare? Non offre più le garanzie di un tempo, inoltre su di esso gravano imposte che purtroppo finiscono per assottigliare la sua resa.
  • Aggiungiamo la crisi e il cambiamento in atto negli ultimi anni, che sposta in avanti l’entrata nel mondo del lavoro da parte dei giovani, con ripercussioni sulla stabilità del flusso contributivo sia per chi versa che per le casse previdenziali stesse.
  • In Italia e nel resto d’Europa c’è tanta liquidità sui conti correnti. Sai perché?
    Perché la maggior parte dei risparmiatori con somme importanti sono molto avanti con l’età e, nella maggior parte dei casi, non hanno una visione di lungo periodo.
  • L’allungamento della vita media ha rallentato i trasferimenti di ricchezza tra padri e figli.
    Oggi infatti più generazioni vivono contemporaneamente in una famiglia e le eredità si trasferiscono direttamente da padre in nipote.
    E i figli fanno più fatica a generare altra ricchezza, perché il periodo della vita in cui si è grintosi, con voglia di fare, non è supportato dalla disponibilità finanziaria per sostenere una serena attività imprenditoriale e professionale.
  • Entrare nel circuito del lavoro non è facile, perché persone sempre più anziane continuano a ricoprire per molto tempo ruoli chiave in aziende, rallentandone il rinnovamento.
  • In Europa l’età media è molto più alta che in altri continenti, quindi abbiamo una società che invecchia.
    E cosa fa la società che invecchia? Rallenta, fatica a sognare e non cerca prospettive. Non ha la voglia di fare di chi ha fame. Trascorre il tempo così, senza più un obbiettivo.
    Di questo passo arriveremo a una tristissima lotta tra generazioni.

Emergenza Pensioni italiane: il nostro consiglio per te

Anche se i  nostri tempi ci sembrano complessi da affrontare, non spendere tutto, non lasciare i soldi a giacere su un conto corrente, ma accantona anche una piccola somma ogni mese, investili con oculatezza in un fondo che un domani possa darti la giusta serenità in più.
PENSACI TU ORA, PERCHÉ DIFFICILMENTE LO STATO LO POTRÀ FARE DOMANI.

 

 

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